I sette peccati psicologici capitali - Il Rancore 07

Pubblicato da: Stefan Serena In: Salute Mentale e Psicologica Sopra: Commento: 0 Colpire: 110

Il rancore è come bere il veleno ed aspettarsi che qualcun'altro muoia. Prima che il rancore uccida noi e le nostre relazioni troviamo il rimedio.

Ecco il testo del video per persone non udenti:

Il prossimo peccato psicologico capitale è probabilmente il più letale: il Rancore. Qualcuno una volta disse che “Il rancore è come bere un veleno e aspettarsi che qualcun altro muoia.” Spesso quando siamo feriti da un altro individuo o gruppo di individui noi iniziamo a pensare eccessivamente a quella situazione. Soffriamo per una ferita emozionale, e ci vuole del tempo prima che noi la elaboriamo. Così, pensarci in una certa misura va bene, ma si arriva a un punto in cui cominciamo a pensarci troppo, e ciò comincia a esaurirci. Ciò si chiama: Ruminazione: - quando una determinata situazione occupa i nostri pensieri. Ciò che spesso accade quando le persone nutrono il rancore è che mettono fine alle relazioni, le troncano. Ma continuando le loro vite, troveranno un'altra situazione molto simile alla precedente, dove potranno continuare ciò che in realtà non è stato risolto.

Noi possiamo diventare veramente persone cattive arrabbiate e negative a causa del rancore. Uno studio veramente interessante fu fatto sotto l'effetto del… Botulino sulla salute mentale. Pensa un po’? Il Botulino influisce sulla salute mentale. Non solo perché fa pensare alle persone che sono più belle, ma perché quelle espressioni attorno agli occhi, il corrugare le sopracciglia e così via, possono avere un impatto di riflesso sulla nostra psiche, sulle nostra vita emozionale. Così a questi individui fu somministrato Botulino attorno agli occhi e fu scoperto che il 47% dei loro sintomi depressivi venne alleviato durante un periodo di 16 settimane.

Il sostituto del rancore è molto semplice: Perdono. Lasciate che vi racconti una storia. Nel 2006, un uomo chiamato Charles Carl Roberts entrò in una scuola Amish e sparò a 5 ragazze amish a sangue freddo, poi si suicidò. La cosa straordinaria a proposito di questa storia è la pietà dimostrata della comunità Amish verso un gesto che normalmente susciterebbe vendetta e rabbia nell'essere umano. La compassione, veramente, è scorsa più liberamente del sangue. Appena poche ore dopo la sparatoria, un vicino Amish venne alla casa di Roberts per confortare la famiglia. Lì visitò per compatire la vedova e i suoi genitori della perdita. Un uomo amish passò circa un'ora con il padre di Roberts singhiozzante nelle sue braccia. In fine una trentina di Amish presenziò al funerale del killer. Un uomo amish disse: - Non penso che ci sia alcuno qui che voglia fare altro che perdonare. Una delle ragioni maggiori per cui esitiamo nel perdonare, è che confondiamo il perdono con altre cose. Ora definiremo che cosa non è il perdono. Il perdono non è trovare scuse per quello che ha fatto quella persona, né approvare ciò hanno fatto. Il perdono non è riconciliazione. Non dovete necessariamente costruire una relazione con quella persona, non è quello che si richiede, né quello che sempre si consiglia. Il perdono e la fiducia non sono la stessa cosa, anche se sono correlate. Distinguete il perdono da quelle cose. E definite chiaramente il perdono nella vostra mente. Il perdono siete voi che state rinunciando al vostro diritto di ferire quelle altre persone nel modo in cui loro hanno ferito voi. Ora possiamo immaginare che nessuno ha il diritto di ferire nessuno in nessuna circostanza. Ma nella nostra mente immaginiamo di avere il diritto di ferire l'altro, se l'altro ci ha feriti. Il perdono è la volontaria rinuncia di quel diritto. Ricerche sociologiche dimostrano che quelli che capiscono la loro stessa iniquità, la loro stessa capacità di ferire altri, sono in molto più inclini a perdonare. Quindi se avete problemi nel perdonare qualcuno, ricordate le volte in cui voi avete ferito gli altri. Karl Menninger ha detto che se lui potesse convincere i pazienti in ospedali psichiatrici che i loro peccati fossero perdonati, il 75% di loro uscirebbe il giorno seguente.

Mi piacerebbe concludere citando l’autrice dal suo libro: “Quando noi accettiamo di essere stati perdonati, allora saremo molto più propensi a perdonare gli altri. Il perdono è una strada a doppio senso di marcia. Io ricevo il perdono da Dio e da altri per cose che io ho fatto, ed io do perdono agli altri. Io so che in un certo modo, questa maniera di vivere sembra irrazionale. Tutti noi abbiamo questo bastone della giustizia in noi, il senso della giustizia, e ci sentiamo soddisfatti così, ma un buon consiglio dice, lascia tutto nelle mani di Dio e scegli di perdonare. Sarà meglio per la tua salute, per la tua salute mentale e per la tua vita spirituale. “

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